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disfunzioni pavimento pelvico

Parla il Professionista – Dr. Boccolini: “Pelviperineologia: serve un approccio multidisciplinare.”

Le patologie proctologiche e le disfunzioni del pavimento pelvico rappresentano condizioni molto diffuse, che incidono non solo sul quadro clinico, ma anche sulla qualità della vita, sulla quotidianità e sulla sfera intima del paziente. Sintomi come dolore, difficoltà evacuative, incontinenza o sensazione di peso pelvico possono compromettere attività di tutti i giorni e influenzare profondamente il benessere psicofisico. Per questo motivo, negli ultimi anni la proctologia sta evolvendo verso un approccio più integrato, in cui alla gestione farmacologica e chirurgica si affiancano percorsi riabilitativi e trattamenti strumentali dedicati alla funzionalità del distretto pelvico.

In questo contesto, tecnologie come Vagy Combi permettono di ampliare le possibilità terapeutiche ambulatoriali, offrendo al professionista strumenti aggiuntivi per costruire percorsi personalizzati e orientati non solo alla risoluzione della patologia, ma anche al recupero del benessere intimo e della qualità della vita. Ne parliamo con il Dott. Andrea Boccolini, specialista in proctologia, che ha scelto di integrare Vagy Combi nella propria pratica clinica.

Dott. Andrea Boccolini, quanto incidono le problematiche proctologiche e le disfunzioni del pavimento pelvico sulla qualità della vita delle pazienti?

“Moltissimo, come tutte le patologie funzionali che hanno un impatto molto significativo sulla qualità della vita. Hanno un andamento subdolo in quanto il/la paziente si abitua gradualmente a questi disagi e convivendoci da tempo ha la sensazione che “stare male”, defecare, urinare, avere dolore durante i rapporti sia appunto la normalità.”

Nella sua esperienza, quanto è importante affrontare non solo il sintomo, ma anche il benessere funzionale e intimo della persona?

“È ovviamente essenziale. Una attenta valutazione dello stato funzionale è la base per una corretta diagnosi e di conseguenza un corretto trattamento.”

La proctologia è un ambito molto delicato anche dal punto di vista relazionale. Quanto è importante la comunicazione con il paziente in questi percorsi terapeutici?

“La comunicazione, l’essere chiari, il dare un nome ed un cognome ai disturbi uscendo dalle nomenclature mediche e spiegando i risvolti clinici al paziente è essenziale nel processo di cura e di sintonia con il paziente stesso.”

Qual è il suo approccio nella gestione di queste condizioni?

“Il mio approccio è sempre multidisciplinare. La mia area di interesse, la Pelviperineologia, dice tutto: io tratto non solo un compartimento ma l’intero pavimento pelvico. Parallelamente la figura delle riabilitatrici (fisioterapiste e/o ostetriche), ma anche di nutrizioniste e di altre figure specialistiche, è essenziale e, a mio modo di vedere, obbligatoria.”

Cosa l’ha portata a introdurre Vagy Combi nel suo studio?

“La volontà di poter avere accesso a strumenti terapeutici innovativi ed a loro modo rivoluzionari senza far peregrinare il paziente per mille studi diversi. Ho voluto concentrare e focalizzare l’approccio terapeutico al fine di poter gestire al meglio i pazienti non solo nel periodo operatorio ma anche e soprattutto nelle fasi pre e post intervento.”

In quali tipologie di pazienti trova maggiore indicazione questo tipo di trattamento?

“Il trattamento trova indicazioni in tutti quei pazienti con disfunzione del pavimento pelvico. Il mio sogno è un mondo in cui la terapia riabilitativa sia sdoganata e prescritta praticamente in maniera ubiquitaria laddove un paziente necessiti di chirurgia pelvica, come ad esempio accade per l’ortopedia visto che ogni intervento ortopedico è sempre seguito da riabilitazione e/o fisioterapia.”

Quali vantaggi riscontra nella possibilità di veicolare principi funzionali in un’area così delicata come il distretto pelvico?

“I vantaggi sono enormi e facilmente tangibili. I pazienti riescono spesso a completare un iter chirurgico che altrimenti da solo sarebbe deficitario e arrivano preparati (eseguendolo pre-operatoriamente) nel miglior modo possibile all’intervento.”

Nota un cambiamento anche nella percezione soggettiva di benessere e qualità della vita dei pazienti?

“Il benessere è soprattutto soggettivo. Oggettivamente basta valutare l’intervento, è la soggettività del paziente che però fa la differenza nella percezione dell’outcome chirurgico.”

Ritiene che la proctologia stia evolvendo verso un approccio più funzionale e orientato alla qualità della vita del paziente?

“Sì, molto lentamente ma assolutamente sì. È proprio questa la mia “battaglia” anche mediatica.”

Concludiamo con uno sguardo al futuro: c’è un obiettivo o un sogno che vorrebbe realizzare con il suo studio nei prossimi anni?

“Non so cosa riserverà il futuro ma ho ben chiaro che la Pelviperineologia sarà il futuro, dovrà esserlo per forza in un mondo che richiede sempre più precisione, mininvasività e che pone sfide terapeutiche in pazienti che, sempre più spesso, arrivano dal medico anche in età avanzata.”

Le patologie proctologiche e le disfunzioni del pavimento pelvico incidono su aspetti profondi della quotidianità, spesso vissuti con disagio e difficoltà di comunicazione. Integrare percorsi riabilitativi e trattamenti strumentali significa offrire al paziente non solo una risposta clinica, ma un percorso più completo, orientato alla funzionalità, alla consapevolezza e al recupero della qualità della vita. Ringraziamo il Dott. Andrea Boccolini per aver condiviso la propria esperienza e la sua visione di una proctologia sempre più attenta alla persona, oltre che alla patologia.

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